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Cosa è la User Experience?
La classica domanda che (forse fortunatamente) continuano a fare a tutti gli addetti ai lavori… Credo che sia qualcosa che abbia molto a che fare con la civiltà, con il rispetto delle persone e la loro considerazione, tenendo conto dei contesti, i bisogni e tanti altri fattori.
Che vantaggi porta?
Qualcuno può ancora permettersi di progettare qualcosa senza tener conto del contesto, degli utenti, dei bisogni? Quanto sarebbe competitivo?
Si ma, il marketing, la comunicazione, il brand… dove li mettiamo? Vengono prima…
Beh, tutte queste cose si sposano a pieno con gli utenti finali, con le loro passioni, con i servizi di cui hanno bisogno. A volte capita ancora che il marketing (i marketing manager o i brand manager) tende ad allontanarsi sia dalle persone che dai servizi correlati, che indirettamente contribuiscono non poco al disegno di una esperienza d’uso soddisfacente.
Certo, ma… Vuoi che gli utenti ne capiscano più di me? Davvero dobbiamo dare tanto peso a quello che ci dicono? Data la mia esperienza sarò certamente capace di dare loro quello che vogliono… li conosco troppo bene…
A questo non so cosa rispondere
Anche se a volte le favole ci aiutano… come quella dei pesci e del prosciutto…
dialogo con il cliente: …Quando lei va a pesca si posiziona lungo la riva del lago, prepara le canne, e mette l’esca sull’amo. Getta la lenza e poi aspetta magari mangiando un bel panino col prosciutto. A lei il prosciutto piace molto ma sull’amo ha messo il verme, come mai?”. Il cliente ovviamente rispose “perché ai pesci piacciono i vermi non il prosciutto”.
Superpower is a BBC project about Media & Internet, in order to explore the Power of the Intrnet.
“Find out what the world is talking about in a unique multilingual interactive programme“, this could be the project claim.
Twenty years on from the invention of the World Wide Web, The project looks at how it is reshaping almost every aspect of our lives.
How can do you it? Using “interactive” concept models, “faceted navigation” and other easy to use “tools”.
Il 7-8 maggio a Pisa, si terrà il IV summit dell’Architettura dell’Informazione.
“L’obiettivo del Summit è quello di far incontrare e dialogare fra loro tutti quanti in Italia lavorano attorno al problema dell’organizzazione dell’informazione, non importa con quale titolo e ruolo“.
Questo lo spirito del summit, descritto sul sito della manifestazione.
Una occasione di confronto, di incontro e di discussione, che può solo arricchire i partecipanti, coinvolti a qualsiasi titolo.
Un saluto particolare ad Alberto
Publicis Healthware International will be present at the Health 2.0 conference 2010, on 6th of April, in Paris.
Roberto Ascione (Managing Director of Publicis Healthware International) will speak about paginemediche.it , the first italian ehealth web portal.
Paginemediche.it is considered an excellent sample of patients and physicians community where services and informations are available in order to accomplish their needs.
Roberto personally will transmits feelings, news and more from the event, in real time by ”Tweets“ .
Stay tuned!
Da una segnalazione di Leandro, un interessante intervista a Carlo Maria Medaglia, professore di Interazione Uomo-Macchina (Università “La Sapienza” – Roma) sul significato di innovazione e sui possibili scenari dell’immediato futuro.
In questo video di 2 minuti, qualche spunto su una possibile “killer application che può rivoluzionare il mondo mobile”, utilizzando il nostro telefonino come carta di credito, per fare biglietti sull’autobus, come chiave di casa e nel futuro come carta di identità.
Cosa ne pensate?
iPad: tutti lo hanno atteso, tutti lo hanno visto, tutti lo aspettano a marzo. Per fare cosa?
Quello che secondo Jobs sarà un oggetto CULT nell’immediato futuro, parte integrante delle nostre vite, per qualcuno è di non immediata collocazione.
Quale la sua esigenza d’utilizzo? Di certo è un ibrido tra iPhone e Notebook Mac: non è possibile portarlo in giro come un telefono; come d’altra parte poco si presta a stare sulla scrivania come un netbook, magari durante una presentazione. I possibili scenari d’uso vanno più verso un uso domestico o magari in treno/aereo. Anche se va considerato l’aspetto ergonomico: ad esempio lo stress della cervicale.
A tale proposito ci sarebbe da interrogarsi sulle sorti del “Mac”: sarà la fine del Mac così come lo conosciamo ora?
Molti hanno criticato la mancanza di una webcam per teleconference, anche se l’aspetto più preoccupante a mio avviso è la mancata visione della “near field communication”: affiancare due oggetti ottenendone ”uno solo”.
A Jobs va dato atto che la progettazione di devices con una interfaccia inclusa nel software, come già avvenuto per iPhone, può di fatto migliorare l’esperienza utente in generale, diminuendo l’impatto congnitivo, essendo scevra da tastiere, pulsanti, leve ed altro. Certamente meno ad adatta a contesti dove la scrittura prevale su altre operazioni.
Anche voi avete degli interrogativi?
Il titolo di questo articolo è una verità ed un inno all’ottimismo.
Sono anni che sento dire: “Ma io voglio che il mio sito sia differente, non voglio seguire questi canoni, che rendono i siti tutti uguali“.
Questa frase, che esca di bocca dal CEO, dal responsabile marketing, o dal qualsivoglia account, è detta sempre con la stessa intonazione, con la stessa mimica facciale.
Mi sono spesso chiesto come mai la maggior parte delle persone vivesse l’ergonomia o la progettazione della user experience, come una gabbia omologatrice del proprio business, incapace di tirar fuori prodotti creativi e fantasiosi, capaci di distinguersi dagli altri per “creatività”.
Eppure Valentino, Continue reading