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Cross-media e Architettura dell’Informazione: un matrimonio necessario

“La convergenza e le nuove forme di narrazione digitale richiedono un ripensamento del design in chiave ecologica.”

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Questa la premessa di un interessante matrimonio: quello tra l’architettura dell’informazione e l’informaizone cross-mediale.

Lo scenario attuale vede una compenetrazione sempre più fitta fra media e ambienti eterogenei.Oggi molte azioni quotidiane per essere svolte, richiedono un passaggio continuo non solo da un medium all’altro ma anche dal contesto fisico a quello digitale e viceversa.

Non sempre i vari “pezzi” sono progettati in modo da rendere omogeneo questo passaggio. Ogni medium ha le sue proprie regole, in assenza di una visione d’insieme, si rischia una frattura nel passaggio dall’uno all’altro.

Chi può aiutarci?

L’Architettura dell’Informazione , grazie alla  sua genesi ibrida e pluridisciplinare ha una vocazione spiccatamente cross-mediale.

Questo scenario comporta due evoluzioni fondamentali già in atto:

  1. l’architettura dell’informazione non riguarda più solo le tassonomie e il web, ma abbraccia l’intera varietà di spazi informativi condivisi (luoghi, servizi, processi);
  2. l’architettura dell’informazione funge da connettore fra contesti e
    media differenti
    , assicurando una continuità logico-esperienziale a
    beni o servizi situati sempre più a cavallo fra mondo fisico e
    mondo digitale.

Alla multicanalità subentra oggi la cross-medialità (e la complessità):

  • nel primo caso (multicanalità) un intero bene o servizio è veicolato contemporaneamente su più dispositivi differenti, alternativi fra loro (ad es. io posso accedere ai servizi bancari tramite lo sportello fisico, tramite il telefono o attraverso il web; il servizio resta
    tuttavia lo stesso);
  • nel secondo caso (cross-medialità) porzioni differenti di un medesimo bene o servizio sono sparpagliate fra più dispositivi e ambienti: in tal caso per usufruire di quel bene o servizio sono obbligato ad attraversare più domini complementari ma non alternativi fra loro.

Le architetture cross-mediali sono insomma una sorta di gioco dell’oca a più dimensioni le cui caselle sono disseminate in ambienti eterogenei: per raggiungere un obiettivo dobbiamo obbligatoriamente attraversare un ampio range di questi ambienti.

Che si parli di pubblicità, vendita di un prodotto o qualsiasi altro servizio, l’interrogativo è quanto questo bisogno di “armonizzazione” la comunicazione cross-mediale, è raccolto da chi progetta servizi?

Quanti sanno di averne bisogno?

Noi opertatori del settore ,abbiamo la capactà di farne avvertire la necessità critica alla committenza?

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Medical web appliance: funzionerebbe anche tra i medici?

Un “portale” web attraverso il quale realizzare la collaboraizone profesisonale tra medici.

Non è nuovo il concetto di web appliance, ovvero una suite di strumenti residenti sulla Rete, che permettono di collaborare tra profesisonisti, scambiarsi documenti ed informazioni.

Dopo Google, anche Adobe ha  scommesso su questo approccio, registrando un boom di utenza totalizzando 5 milioni di registrazioni, con 100mila nuovi utenti ogni settimana.

Questultimo esempio mette a disposizione per un canone annuo: un word preocessor; uno strumento di condivisione chermo,  chat e video; condivisione di files, fino alla possibilità di fare riunioni virtuali fino a 20 partecipanti.

Quale il segreto di tanto successo?

Qualcuno che dice che grazie alla recessione, si tende a viaggiare meno, puntando sulal condivisione remota del lavoro.

E se tutto questo accadesse in ambito medico?

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Google Wave: il nuovo web collaborativo o solo provocazione?

Un’onda? Una Provocazione?

Ad oggi sembra un tornado Google Wave, il nuovo tool sviluppato da BigG (Google).

Di cosa si tratta? Stesso Google lo definisce “Un nuovo strumento per comunicare e collaborare sul web“. Una piattaforma web based accessibile dal browser che promette di unire sotto un unico tetto i vari servizi, permettendo di scambiare email, link, mappe, documenti e di creare gruppi di discussione. “In Google Wave puoi creare un wave ed aggiungere i tuoi contatti, permettendo loro di replicare, modificare, aggiungere testo, foto, gadget o addirittura feed da altre fonti esterne” si legge sul blog ufficiale di Continue reading

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Il Web in Italia è donna

In Italia la magigoranza degli utenti del Web è Donna

A dirlo è l’Autorità britannica TLC. Circa il 56% degli utenti italiani appartiene alla sfera femminile.

Sarà interessante considerare questo dato alla luce di tutte le discipline che sono coinvolte nello sviluppo di prodotti sul Web, in particolare usabilità, marketing e comunicazione.

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Voto elettronico e problemi di usabilità

A tutti piacerebbe recarsi in una cabina, muniti di smart-card, trovare davanti a sé uno schermo sul quale esprimere il proprio voto. Molti paesi hanno già attuato questa modalità di voto, con non pochi problemi.

Un caso tra tutti quello della Finlandia.

Il sistema di e-voting finnico Continue reading

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Web 2.0: buono, cattivo, o…

Quando ci si trova davanti ad una novità, ci sono spesso posizioni prevenute: c’è chi è assolutamene contrario a prescindere, chi è assolutamente favorevole a prescindere, chi vuol capire e chi non vuol capie. Questo è nomale quando accade tra gli utenti della Rete; diventa grave quando ciò accade a responsabili del settore IT, ma andiamo avanti…

L’aspetto che voglio sottolineare non riguarda nesun tecnicismo, bensì la valenza di un nuovo modo di comunicare.

Già anni fa l’ipertesto ha cambiato il paradigma classico di scrittura Continue reading

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