iPad: tutti lo hanno atteso, tutti lo hanno visto, tutti lo aspettano a marzo. Per fare cosa?
Quello che secondo Jobs sarà un oggetto CULT nell’immediato futuro, parte integrante delle nostre vite, per qualcuno è di non immediata collocazione.
Quale la sua esigenza d’utilizzo? Di certo è un ibrido tra iPhone e Notebook Mac: non è possibile portarlo in giro come un telefono; come d’altra parte poco si presta a stare sulla scrivania come un netbook, magari durante una presentazione. I possibili scenari d’uso vanno più verso un uso domestico o magari in treno/aereo. Anche se va considerato l’aspetto ergonomico: ad esempio lo stress della cervicale.
A tale proposito ci sarebbe da interrogarsi sulle sorti del “Mac”: sarà la fine del Mac così come lo conosciamo ora?
Molti hanno criticato la mancanza di una webcam per teleconference, anche se l’aspetto più preoccupante a mio avviso è la mancata visione della “near field communication”: affiancare due oggetti ottenendone ”uno solo”.
A Jobs va dato atto che la progettazione di devices con una interfaccia inclusa nel software, come già avvenuto per iPhone, può di fatto migliorare l’esperienza utente in generale, diminuendo l’impatto congnitivo, essendo scevra da tastiere, pulsanti, leve ed altro. Certamente meno ad adatta a contesti dove la scrittura prevale su altre operazioni.
Anche voi avete degli interrogativi?
Il titolo di questo articolo è una verità ed un inno all’ottimismo.
Sono anni che sento dire: “Ma io voglio che il mio sito sia differente, non voglio seguire questi canoni, che rendono i siti tutti uguali“.
Questa frase, che esca di bocca dal CEO, dal responsabile marketing, o dal qualsivoglia account, è detta sempre con la stessa intonazione, con la stessa mimica facciale.
Mi sono spesso chiesto come mai la maggior parte delle persone vivesse l’ergonomia o la progettazione della user experience, come una gabbia omologatrice del proprio business, incapace di tirar fuori prodotti creativi e fantasiosi, capaci di distinguersi dagli altri per “creatività”.
Eppure Valentino, Continue reading