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Who are information architects #2

Who are Information Architects?

iPad Apple: rivoluzione mancata?

iPad: tutti lo hanno atteso, tutti lo hanno visto, tutti lo aspettano a marzo. Per fare cosa?

Quello che secondo Jobs sarà un oggetto CULT nell’immediato futuro, parte integrante delle nostre vite, per qualcuno è di non immediata collocazione.

Quale la sua esigenza d’utilizzo? Di certo è un ibrido tra iPhone e Notebook Mac: non è possibile portarlo in giro come un telefono; come d’altra parte poco si presta a stare sulla scrivania come un netbook, magari durante una presentazione. I possibili scenari d’uso vanno più verso un uso domestico o magari in treno/aereo. Anche se va considerato l’aspetto ergonomico: ad esempio lo stress della cervicale.

A tale proposito ci sarebbe da interrogarsi sulle sorti del “Mac”: sarà la fine del Mac così come lo conosciamo ora?

Molti hanno criticato la mancanza di una webcam per teleconference, anche se l’aspetto più preoccupante a mio avviso è la mancata visione della “near field communication”: affiancare due oggetti ottenendone  ”uno solo”.

A Jobs va dato atto che la progettazione di devices con una interfaccia inclusa nel software, come già avvenuto per iPhone, può di fatto migliorare l’esperienza utente in generale, diminuendo l’impatto congnitivo, essendo scevra da tastiere, pulsanti, leve ed altro. Certamente meno ad adatta a contesti dove la scrittura prevale su altre operazioni.

Anche voi avete degli interrogativi?

Health 2.0 Europe è la più importante conferenza nel panorama eHealth, una grande occasione per capire come sta cambianto il modo di comunicare/fare salute.

L’edizione del 2010 fa tappa per la prima volta in Europa, e… ci saremo anche noi!

Roberto Ascione, presidente di Publicis Healthware, sarà chiamato a presentare lesperienza vincente di paginemediche.it, portale italiano leader nel suo settore.

Per maggiori informazioni: http://www.health2con.com/

“La tua salute dipende da dove vivi”.

GEO Medicina

GEO Medicina: La salute dipende da dove vivi

Questo l’interessante spunto che Leandro mi ha sottoposto, attraverso un suo interessante articolo, dove si parla della correlazione geografica che alcune patologie possono avere e del controllo “dal basso” che si può attuare come chiave strategica per il futuro.

Ci sono idee e mezzi per farlo.

Cosa ne pensate?

Il titolo di questo articolo è una verità ed un inno all’ottimismo.

Sono anni che sento dire: “Ma io voglio che il mio sito sia differente, non voglio seguire questi canoni, che rendono i siti tutti uguali“.

Questa frase, che esca di bocca dal CEO, dal responsabile marketing, o dal qualsivoglia account, è detta sempre con la stessa intonazione, con la stessa mimica facciale.

Mi sono spesso chiesto come mai la maggior parte delle persone vivesse l’ergonomia o la progettazione della user experience, come una gabbia omologatrice del proprio business, incapace di tirar fuori prodotti creativi e fantasiosi, capaci di distinguersi dagli altri per “creatività”.

Eppure Valentino, stilista di indiscussa fama, per più di 50 anni, ha disegnato vestiti per uomini e donne, senza che la sua vena artistica venisse limitata dal  ”vincolo” di dover disegnare per persone con due gambe, due braccia, una testa ed un tronco.

Quindi, l’ergonomia non limita la fantasia. E’ possibile disegnare qualcosa che sia artistica, efficace e creativa, rispettando la funzione/mezzo per cui viene progettata, migliorando l’esperienza di chi la usa.

A volte (…) ci si imbatte in qualcuno che vuole comunicare sulla Rete, con gli stessi paradigmi della carta stampata ed indugia dicendo la solita frase “Ma io voglio che questo prodotto sia differente, non voglio seguire questi canoni, che rendono i siti tutti uguali“.

Estremizzando suonerebbe un po’ come qualcuno che vuol far passare per radio, una pubblicità bellissima, fatta di immagini stupende e nulla più.  Secondo voi in questo caso l’esperienza di un utente alla radio potrebbe mai essere soddisfacente? Forse quando le immagini potranno essere ascoltate…

A mio avviso qualcuno pensando d’essere differente dimentica d’essere anche efficace.

Ad essere differente basta poco:  basta produrre scarpe senza suole ed il gioco è fatto:  ”Sono differente!”. Ma… sono anche efficace ed efficiente?

E’ stucchevole come dopo 10 anni, ancora sento fare questo tipo di affermazioni.

Cosa più grave è che a farle sono sempre i vertici, spesso di grandi realtà societarie o altisonanti agenzie di comunicazioni internazionali.

Basterebbe non essere arroccati sulle proprie posizioni, rassegnandosi al fatto che sono gli utenti che possono aiutarti a disegnare al meglio il tuo business.

Comprendendo che non sempre quello che è fatto “di pancia” poi sposa i reali bisogni dell’utente.

L’ergonomia non limita la fantasia.

la UxConference 2009 “Innovating Experience”, la prima conferenza sull’esperienza d’uso con orientamento all’innovazione nei campi strategia e design, mobilità, giocabilità e agilità.

Si svolgerà a Lugano il 3 dicembre 2009, con un programma che toccherà quattro tematiche principali sul filone dell’esperienza d’uso:

  1. Strategia e innovazione
  2. Design agile
  3. Mobilità
  4. Giocabilità (Playful)

Seguendo la natura “ibrida” dei profili tipici sella Ux, la conferenza sarà una occasione nella quale far confluire e porre a confronto,  idee, innovazioni ed esperienze di diversa natura, con un fine comune:  l’innovazione.

Tra gli speaker, tutti degni di nota, vorrei segnalarvi Leandro Agrò, che ho avuto il piacere di incontrare nell’appena concluso Wordl Usability Day in Milano, dove si parlava di Usabilità e sostenibilità. Leandro è un “visionario” capace di affascinare  illuminando  scenari dell’evoluzione della Rete e dell’uso che se ne fa/farà.

La giornata della conferenza di Lugano, sarà una occasione molto interessante, da non perdere.

The Health 2.0 Conference is delighted to announce that it will be holding its first European conference in Paris on April 6-7, 2010.

Health 2.0 has featured dynamic speakers and cutting edge presentations from:
WebMD, Google Health, Microsoft Health Vault, A.D.A.M., The Mayo Clinic, Aetna, BCBS, Safeway, Pfizer, Group Health, Healthwise, Health Evolution Partners, Clay Shirky, Pacific Business Group on Health, the Markle Foundation, and many more! To see these presentations and more, DVDs from 2007 and 2008 are available
!”

The panels and topics will include:

  • Search & content–How does the best of vertical search technology resonate in a world where government programs provide significant amounts of health content?
  • Patient social networks–The advancement and popularity of patient communities online is an international phenomenon. We’ll be examining communities in different cultures, languages and context, and see what impact they have on care delivery in different countries–and what the internationalization of information means for patients and doctors.
  • Physician social networks–In the US physician social networks are in some aspects replacing the function of traditional physician professional organizations. Physician activity online has a long tradition in Europe too. We’ll look at the role of established players, and new market entrants.
  • Consumer tools are the third leg of the Health 2.0 stool. Some of the most sophisticated drug, condition and treatment tools are giving patients as much if not more information than their physicians. Their use is already controversial in the US, but how is it playing out in different medical cultures across Europe
  • Patients and physicians communicating online–Some of the most successful use of primary care EMR is in different European nations, and some have been able to integrate direct services to consumers, while others have stalled in their attempts. Meanwhile, largely apart from EMR use in the US, a new generation of online care services is developing rapidly. How will this play out in the European context?
  • Privacy, data, trust, and Health 2.0–Europe has restrictive privacy laws and at least one major initiative has largely been held back because of complaints from privacy advocates. What does that mean for emerging Heath 2.0 companies in Europe, and what can we expect for the future?
  • The government view point–How does Health 2.0 fit into the various national IT strategies for EMRs, PHRs and national health and wellness?
  • Industry and hospital organizations–How does Health 2.0 fit into  the communication strategy of a traditional healthcare player? Is Europe following in the footsteps of North America or paving its own way?

To get more information and visit the brand new web Health 2.0 web site at http://www.health2con.com

La quinta edizione del “World Usability Day“, ha come tema centrale la sostenibilità del Design: l’impatto di ciò che progettiamo sul mondo in cui viviamo.

Il riutilizzo, la visione ed altri elementi chiave, possono aiutare l’uomo ad avere una visione olistica dell’usabilità, come strumento applicabile a qualsiasi cosa, rendendola sostenibile,  manutenibile e più vicina alle reali esigenze dell’utente.

Designing for a Sustainable World” è il tema di quest’anno, mirato a capire come i prodotti ed i servizi che costruiamo impattano sul mondo.  Saranno esaminati tutti i tipi di prodotto e servizi, quali strade, prodotti di consumo, prodotti healthcare, durante l’intero loro ciclo di vita, al fine di capire quanto questi siano amici dell’uomo e del mondo in cui viviamo.

Di seguito uno stralcio della presentazione dell’ edizione 2009:

Human-centered design directly supports the first two pillars of sustainability:

  • Economic - matching a design to user’s needs and abilities enhance its utilization, quality, and efficiency, thus providing cost effective solutions and reducing the likelihood that systems products and services will be rejected by their users;
  • Social - taking a human-centered approach results in systems, products and services which are better for the health and wellbeing of their users, including users with disabilities;

Human-centered design also supports the environmental component through promoting a whole lifecycle approach to design.

Rivolto a tutti coloro che a diverso titolo progettano nella vita: quanta attenzione viene posta alla sostenibilità nella vostra progettazione?

Negli Stati Uniti pare si investa molto più in SEO che in SEM.

Uno studio di Forbes ha rivelato che per il 48% degli esperti marketing intervistati, il Search Engine Optimization è il miglior metodo per generare conversioni.

Rendere un sito ottimizzato per i motori di ricerca è il modo migliore per generare conversioni , molto più delle pubblicità a pagamento e delle campagne PPC, notevolmente più costose e, secondo recenti studi, molto meno efficaci.

Le visite generate dai banner a pagamento sono fortemente diminuite. Hitwise, la nota compagnia di ricerca nel marketing on-line, ha dichiaratoche la quota del traffico generato dalle pubblicità a pagamento sui motori di ricerca verso i siti ufficiali, nel mese di aprile 2009 è scesa del 7,25% (-9,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Avrebbero subito un forte calo anche i click sulle pubblicità a pagamento risultanti da ricerche per brand name, a favore dei primi risultati organici.

Nei prossimi sei mesi pare che la distribuzione del budget dovrebbe portare a maggiori investimenti nel “viral marketing” e a seguire nel SEO, che rimane un caposaldo delle strategie marketing per tutto il 2009. Rimarrebbero comunque invariati gli investimenti nel Behavioral targeting e nelle campagne PPC.

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The Semantic Interoperability workshop was organised on June 22-23 in the framework of the epSOS project. The goal of this meeting was to advance the evolution of eHealth systems in the direction of semantic interoperability. The use and integration of terminologies and associated coding systems as well as ontology-based knowledge representation were two key topics of the workshop.

more info: http://ec.europa.eu/information_society/newsroom/cf/itemdetail.cfm?item_id=5108

facebookPeoplesNon tutto ciò che funziona su Facebook, funziona anche fuori. Nonostante sia usato da milioni di utenti, molto della “experience” del celebre social network, non sarebbe pienamente “riciclabile” altrove.

Ciò sarebbe determinato dall’esistenza di condizioni al contorno che possono fortemente influenzare l’esperienza d’uso.

Facciamo l’esempio classico di un software desktop di video-scrittura. Qualora questo software fosse l’unico disponibile, senza possibilità di scelta, l’utente sarebbe “votato alla fedeltà”. L’esperienza d’uso che ne deriverebbe, risentirebbe fortemente di questo vincolo.

Magari col tempo potrebbe divenire familiare.  Addirittura la si potrebbe ritenere migliore anche confrontandola con artefatti più usabili, a causa della “fedeltà”alla quale si è “votati”.

Sarebbe un grave errore ritenere una user-experience efficace quella maturata nelle condizioni sopra descritte. In particolare se la si ritenesse replicabile in altri scenari con i medesimi risultati. In questo modo  verrebbero trascurate tutte quelle condizioni al contorno che influiscono in maniera determinante sull’esperienza d’uso di un artefatto.

Tutto ciò vale anche per Facebook .

Il periodo storico in cui è maturato il successo del servizio, la eco mediatica, lo status che ha rappresentato, ed altre ragioni sociali/emotive che varrebbe la pena approfondire in un altro post, hanno determinato  condizioni per cui Facebook doveva esserci nella vita delle persone, quindi bisognava usarlo per essere in contatto.

E’ plausibile supporre che i “vincoli” sopra descritti possono essere ritenuti abbastanza stringenti da “votare alla fedeltà” molti utenti del celebre social network.

Da qui è semplice capire come molte cose che “funzionano” su facebook, potrebbero non funzionare con la medesima efficacia se estrapolate dal contesto, ritenendole indiscutibili asset di successo dalla user experience.

Quindi la famosa frase “la usano milioni di persone su Facebook, quindi funziona” potrebbe non essere così scontata.

L’Usabilità dei Social Network non si può risolvere solo con un approccio accademico. E’ necessario considerare la disseminazione della Rete nella vita di tutti i giorni.

Questo è quanto si evince dall’esperienza maturata in questa prima era del Web collaborativo.

Sull’argomento si è composto da subito un fronte di due scuole di pensiero: la prima di estrazione nord-americana, tesa ad accogliere le esigenze del singolo utente; l’altra volta ad esaminare il fenomeno in modo trasversale Obliquo, considerando un “Design emotivo” (Emotional Design).

L’interazione tra Web e mondo reale, sembrerebbe dar ragione a questa seconda via. In tal caso alcuni degli strumenti “tradizionali” per disegnare l’usabilità di un prodotto, potrebbero non avere la loro piena efficacia.

Anche se personalmente non condivido in toto la critica mossa da J. Nielsen riguardo i Social Network, tuttavia rimane l’efficacia dei metodi da lui indicati per molti aspetti dei Social Network. Non bisogna quindi commettere l’errore di “buttar via il bambino con l’acqua sprca”.

Quindi?

Nonostante l’usabilità classica possa offrire un forte contributo anche nell’ambito dei Social Network è opportuno Continua a leggere

HTML 5: cambia il mercato e la Rete?

HTML 5, di cui il World Wide Web Consortium (W3C) ha appena rilasciato una bozza, ha il compito di assimilare le nuove tendenze del Web, accogliendo i numerosi e importanti cambiamenti che del Web 2.0.

Uno degli obiettivi di questo nuovo standard è liberare la Rete da tecnologie proprietarie come appunto Flash o Silverlight.

HTML 5 promette, peraltro, di semplificare significativamente la creazione di siti web capaci di supportare anche i dispositivi mobili, di accogliere funzionalità pensate per semplificare la rappresentazione degli elementi di pagina più comuni, come sezioni, articoli, piè di pagina, elementi di navigazione, didascalie e persino conversazioni in stile chat. L’elenco delle altre novità è riportato in questo documento.

Le nuove estensioni “multimediali” di HTML 5 colmano lacune a cui negli scorsi anni ha posto rimedio la tecnologia Flash di Adobe e, più di recente, quella Silverlight di Microsoft. Ovviamente un linguaggio di mark-up, seppure condito da un congruo numero di API, non può sostituirsi ad un’intera e complessa piattaforma come Flash: nei compiti più semplici, come il rendering di un’immagine dinamica o la gestione di un video embedded, il nuovo HTML saprà tuttavia cavarsela anche da solo: il vantaggio, in questi casi, è che lo standard di W3C è supportato nativamente da tutti i browser web, e non richiede alcun add-on proprietario.

Se il nuovo standard è ancora una sagoma all’orizzonte, alcune delle sue funzionalità chiave si trovano già implementate nei più diffusi browser sulla piazza: Opera, ad esempio, include già tutti gli attributi di HTML 5, mentre l’imminente Firefox 3 introdurrà, grazie al nuovo motore di rendering Gecko 1.9, il supporto allo storage locale, alle applicazioni offline, ai canvas HTML e ad altre funzionalità minori, alcune delle quali implementate solo in modo parziale. Su Wikipedia si trova una tabella che mostra quali parti di HTML 5 sono supportate dai quattro più diffusi motori di rendering: Trident di Internet Explorer, Gecko di Firefox, WebKit di Safari e Presto di Opera.

Cosa dire… Stiamo alla finestra ad aspettare il risultato della partita tra il nuovo standard ed i top Player del mercato.

“La convergenza e le nuove forme di narrazione digitale richiedono un ripensamento del design in chiave ecologica.”

cross_media

Questa la premessa di un interessante matrimonio: quello tra l’architettura dell’informazione e l’informaizone cross-mediale.

Lo scenario attuale vede una compenetrazione sempre più fitta fra media e ambienti eterogenei.Oggi molte azioni quotidiane per essere svolte, richiedono un passaggio continuo non solo da un medium all’altro ma anche dal contesto fisico a quello digitale e viceversa.

Non sempre i vari “pezzi” sono progettati in modo da rendere omogeneo questo passaggio. Ogni medium ha le sue proprie regole, in assenza di una visione d’insieme, si rischia una frattura nel passaggio dall’uno all’altro.

Chi può aiutarci?

L’Architettura dell’Informazione , grazie alla  sua genesi ibrida e pluridisciplinare ha una vocazione spiccatamente cross-mediale.

Questo scenario comporta due evoluzioni fondamentali già in atto:

  1. l’architettura dell’informazione non riguarda più solo le tassonomie e il web, ma abbraccia l’intera varietà di spazi informativi condivisi (luoghi, servizi, processi);
  2. l’architettura dell’informazione funge da connettore fra contesti e
    media differenti
    , assicurando una continuità logico-esperienziale a
    beni o servizi situati sempre più a cavallo fra mondo fisico e
    mondo digitale.

Alla multicanalità subentra oggi la cross-medialità (e la complessità):

  • nel primo caso (multicanalità) un intero bene o servizio è veicolato contemporaneamente su più dispositivi differenti, alternativi fra loro (ad es. io posso accedere ai servizi bancari tramite lo sportello fisico, tramite il telefono o attraverso il web; il servizio resta
    tuttavia lo stesso);
  • nel secondo caso (cross-medialità) porzioni differenti di un medesimo bene o servizio sono sparpagliate fra più dispositivi e ambienti: in tal caso per usufruire di quel bene o servizio sono obbligato ad attraversare più domini complementari ma non alternativi fra loro.

Le architetture cross-mediali sono insomma una sorta di gioco dell’oca a più dimensioni le cui caselle sono disseminate in ambienti eterogenei: per raggiungere un obiettivo dobbiamo obbligatoriamente attraversare un ampio range di questi ambienti.

Che si parli di pubblicità, vendita di un prodotto o qualsiasi altro servizio, l’interrogativo è quanto questo bisogno di “armonizzazione” la comunicazione cross-mediale, è raccolto da chi progetta servizi?

Quanti sanno di averne bisogno?

Noi opertatori del settore ,abbiamo la capactà di farne avvertire la necessità critica alla committenza?

Voice search: tu chiami e Google risponde!

Tra poco per cercare su Google, basterà usare la voce.

Questo è quanto emerso dalle dichiarazioni dei vertici aziendali durante il Web 2.0 Expo di San Francisco.

Pare che la strategia aziendale di BigG, sia spostata verso il Mobile. In questo caso il vocal search, quindi la possibilità di ricercare su Google con la voce, diventa il “core business” delle future applicazioni di Google.

La svolta sarebbe arrivata grazie all’introduzione di Google Mobile per Android e iPhone che, per quanto ancora acerbo, ha permesso agli ingegneri di Google di rodare i meccanismi e di migliorare il servizio.

Sempre rimanendo in ambito mobile, pare4 si rilancino le aspettative di Google nei confronti dell’innovativo linguaggio HTML 5, destinato secondo molti a divenire parte cruciale delle architetture sviluppate dal colosso di Mountain View.

Un “portale” web attraverso il quale realizzare la collaboraizone profesisonale tra medici.

Non è nuovo il concetto di web appliance, ovvero una suite di strumenti residenti sulla Rete, che permettono di collaborare tra profesisonisti, scambiarsi documenti ed informazioni.

Dopo Google, anche Adobe ha  scommesso su questo approccio, registrando un boom di utenza totalizzando 5 milioni di registrazioni, con 100mila nuovi utenti ogni settimana.

Questultimo esempio mette a disposizione per un canone annuo: un word preocessor; uno strumento di condivisione chermo,  chat e video; condivisione di files, fino alla possibilità di fare riunioni virtuali fino a 20 partecipanti.

Quale il segreto di tanto successo?

Qualcuno che dice che grazie alla recessione, si tende a viaggiare meno, puntando sulal condivisione remota del lavoro.

E se tutto questo accadesse in ambito medico?

Twitter: il “prossimo” social media?

Twitter è un sistema di messaggistica non certo nuovo, ma ha tutti i connotati per diventare una nuova moda/mania.

Pare stia esplodendo la “twittermania“. In declino Facebook, oramay “vecchio” strumento del panorama social, si rivaluta la semplicità di Twitter.

Sarà moda, sarà la semplicità di funzionamento (paradigma prossimo all’uso del cellulare), ma negli USA ha già spopolato e Continua a leggere

Un’onda? Una Provocazione?

Ad oggi sembra un tornado Google Wave, il nuovo tool sviluppato da BigG (Google).

Di cosa si tratta? Stesso Google lo definisce “Un nuovo strumento per comunicare e collaborare sul web“. Una piattaforma web based accessibile dal browser che promette di unire sotto un unico tetto i vari servizi, permettendo di scambiare email, link, mappe, documenti e di creare gruppi di discussione. “In Google Wave puoi creare un wave ed aggiungere i tuoi contatti, permettendo loro di replicare, modificare, aggiungere testo, foto, gadget o addirittura feed da altre fonti esterne” si legge sul blog ufficiale di Continua a leggere

Un videopaloscenico interattivo, dove si intrecciano storie di vita, sotto forma di un canale televisivo, in Rete in diretta, con la possibilità da parte degli utenti di generare converazioni e commenti.

Webcam attive h24 per un “live show” interattivo. Si parla di Justin.tv.

Fondata nel 2006 è oggi la più importante piattaforma di “LifeCasting“, ovvero la trasmissione continua ed in tempo reale di eventi personali tramite tecnologie digitali.

Qualche numero:

  • 428mila canali
  • 41 milioni di visitatori attivi  al mese

Ognuno può commentare innescare discussioni. Nascono cosi miriadi di “tribù della stanza”, costruite attorno alla condivisioni di immagini, situazioni. Continua a leggere

Non conviene realizzare campagne pubblicitare, o anche semplici annunci nei social network come Facebook.”

A dirlo Scott Monty, stratega del social media marketing della Ford.

Secondo Monty, i social network sono invece piuttosto interessanti per intraprendere conversazioni dirette con gli utenti.

La Generazione y pare non subire molto il fascino della pubblicità fatta sui social network.

Quindi se vogliamo fare colpo in un social network Continua a leggere

eHealth for patient empowerment in Europe

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This study by the eHealth and Telemedicine Research Unit of the Instituto de Salud Carlos III explores the eHealth based systems and tools serving for the empowerment of health consumers: citizens, patients and their families and caregivers.
Contact: omoreno@isciii.es
See also: www.ehealth-era.org

http://ec.europa.eu/information_society/activities/health/docs/publications/eh_era-patient-empower.pdf

pHealth 2009

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24 June 2009 – 26 June 2009 Oslo, Norway

This event will bring together key players from all aspects of healthcare and technology to inform, discuss, debate, and learn about how personalized healthcare systems can help meet future healthcare needs. The workshop is a forum for presenting and discussing cutting edge technology for creating solutions for tomorrow’s personalised health systems. A call for papers, demos and posters has been launched (submission deadline: 6 March).

Contact: phealth2009@sintef.no

See also: ICT for Health – Research in Personal Health Systems
http://ec.europa.eu/information_society/activities/health/research/fp7phs/index_en.htm

2con ha solleticato la mia curiosità, attraverso un sondaggio che ha condotto nel rapporto pazione, medico ed Internet.

Dall’indagine è emerso che la maggior parte delle persone intervistate utilizza abitualmente Internet come fonte di informazione.

Nello specifico, nel settore sanitario, si delineano due tendenze Continua a leggere

Call for Papers: eHealth and Beyond

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1 aprile 2009

“The European Journal of ePractice invites contributions from both research and practice at the crossroads of public policy, patient management best practice and technology in the eHealth domain. Contributions may address current issues such as the interoperability of Electonic Health Record (EHR) systems or may look into medium and long term future hybrids of eHealth and other domains, and may include international case-studies. Also, we invite papers on technology trends and open standards, new service provision models as well as new business models for the deployment and sustainability of innovations. Papers that may have a positive impact on the European eHealth agenda and Action Plan, are especially encouraged.”

Scadenza: 1 maggio 2009.

Contatti: editorial@epractice.eu

See also: ICT for Health http://www.epractice.eu/en/node/288847

Conferenza e-HealthCare 21 aprile a Roma

Cisco parteciperà, in qualità di Golden Sponsor, alla prima edizione della Conferenza e-HealthCare.

La presenza di Cisco si concretizzerà con il seguente intervento di Roberto Carletto, European Healthcare Sales Business Development Manager, Cisco Italy: “La rete come piattaforma per l’innovazione in Sanità. L’esempio concreto dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano”, nel quale verrà presentato l’esempio di eccellenza dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, che ha adottato un’infrastruttura di rete che è la piattaforma in grado di convogliare voce, video e dati che abilita le soluzioni tecnologiche e applicative che indirizzano le specifiche esigenze cliniche e gestionali.

per saperne di più

http://fidest.wordpress.com/2009/04/08/conferenza-e-healthcare/#comment-175

Un’intera équipe medica a portata di click, meritevole di fiducia e pronta a offrire consigli e informazioni.

Così viene presentato “vivu“, la nuova frontiera spagnola dei social network nel campo della salute. Una rete sociale che facilita l’interazione tra medici e pazienti. L’iniziativa è privata ma ha ottenuto l’appoggio del programma di tecnologie della salute del ministero dell’Industria di Madrid. Una ulteriore conferma di quanto la comunicazione digitale nel settore medico, stia prendendo sempre più piede.

In Italia abbiamo la fortuna di avere l’ottimo paginemediche.it, portale di medicina, salute e benessere, pieno di informazioni ed iniziative interessanti, sia per il medico che per il pubblico.

Vi invito a scrivere una vostra opinione riguardo i due siti proposti

Più della metà degli italiani è Online

ll 58,3% degli italiani tra gli 11 e i 74 anni (27,6 milioni di persone), ha accesso ad Internet da qualsiasi luogo e attraverso qualsiasi device.

Questo è quanto si evince da una indagine di Audiweb, associazione costituita dai principali player della comunicazione in rete.

Pare che alla Rete, abbiano accesso il 62,2% degli uomini e Continua a leggere

Entro il 2012 la banda Internet finirà, come riportato da autorevoli testate.

http://www.nemertes.com/press_releases/user_demand_internet_could_outpace_network_capacity_2010

http://www.pcworld.com/article/154376/net_is_running_short_on_bandwidth_report_warns.html

Scenario apocalittico? Giammai!

Sembra un titolo parafrasato da un film fantasy di successo. Ad ogni modo è solo un “cambio pelle”, che Continua a leggere

Il Web in Italia è donna

In Italia la magigoranza degli utenti del Web è Donna

A dirlo è l’Autorità britannica TLC. Circa il 56% degli utenti italiani appartiene alla sfera femminile.

Sarà interessante considerare questo dato alla luce di tutte le discipline che sono coinvolte nello sviluppo di prodotti sul Web, in particolare usabilità, marketing e comunicazione.

Voto elettronico e problemi di usabilità

A tutti piacerebbe recarsi in una cabina, muniti di smart-card, trovare davanti a sé uno schermo sul quale esprimere il proprio voto. Molti paesi hanno già attuato questa modalità di voto, con non pochi problemi.

Un caso tra tutti quello della Finlandia.

Il sistema di e-voting finnico Continua a leggere

Quanti utenti si chiedono “ma come funziona il pagerank?”; “come mantenere il pagerank?”; “cosa penalizza il page rank?“.

Sono tanti altri gli interrogativi ai quali il gruppo dei Google Webmaster Help ha risposto in occasione di una recente sessione di Q&A.

Curiosità? Tanta immagino…

Ad ogni modo va premesso che il pagerank non è Continua a leggere

SEO: ho perso il mio page rank!!!

Qualcuno come BMW sa bene cosa significhi alzarsi una mattina e non trovarsi più in Google! E’ un dramma! Qualcuno ha provato anche a chiedere i danni a Google per il  calo improvviso del proprio sito web nelle SERP di Google, senza avere successo…

Provate ad immaginare come ci si può sentire quando si incappa nella cosiddetta “dark side of google

Quindi cosa fare? Continua a leggere

Accessibilità web 2.0 è realtà

Finalmente è una realtà la seconda versione delle linee guida sull’accessibilità del Web!

Le WCAG 2.0 proposte dall’autorevole organismo W3C, che regolamenta gli standard della Rete, sono finalmente disponibili nella versione finale, quindi applicabili.

Quali novità? Continua a leggere

Nel post “Italia dietro front sull’Accessibilità” avevo parlato dell’oscuramento temporane del sito italia.gov.it.

Ad oggi è possibile visionarne il contenuto (anche se non propriamente funzionante) all’indirizzo

http://www.italia.gov.it/servlet/ContentServer?channel=HTTP&pagename=e-Italia/HomeHttp

Speriamo che la ristrutturazione non ci riservi altre sorprese…

Con eee Box il Low Cost diventa Fisso! Dopo il successo del portatile eee Pc a basso costo è la volta di una soluzione Desktop.

Ho appena appreso la brillante notizia da “il Sole 24 ore”.

Eee Box ha un ingombro di 223 x 178 x 16 millimetri, può essere posizionato ovunque, anche dietro la Continua a leggere

“Yahoo! Musica” nemico di Firefox

Molti di voi conosceranno il servizio “Yahoo! Musica“, che permette di ascoltare la musica online mentre si naviga oppure si lavora: usando Firefox come browser, non è possibile usufruire del servizio Yahoo! Musica“!

Questa tipologia di servizi è molto usata, anche io personalmente  ne sono un grande utilizzatore! Capita di usarla quando sono nel mio studio, oppure Continua a leggere

Italia dietro front su Accessibilità?

A quanto pare, l’Italia, pioniera in politiche di Accessibilità del Web, sta facendo “dietro front”.

Da un articolo su punto-informatico apprendo della ristrutturazione all’interno del CNIPA, nella quale la sezione Accessibilità pare fortemente penalizzata. Inoltre risorse governative come http://www.italia.gov.it/ , preziose per l’informazione sulla e-Accessibilità, sono state chiuse.

Cosa dire?

In Europa eravamo all’avanguardia per Continua a leggere

A partire dal 2 luglio fino al 27 agosto, la Commissione Europea, invita tutti i cittadini ad una consultazione in materia di “Accessibilità dei siti web e altri strumenti per la e-Accessibilità”.

L’iniziativa, permette di dare la propria opinione circa il migiloramento dei siti Internet in Europa.

La Commissione Europea ha messo a disposizione una pagina web, attraverso la quale è possibile compliare un questionario (per ora in lingua inglese) per dare il proprio contributo all’iniziativa.

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